Tra Ammore e Malavita. Una storia del giorno d'oggi.

17. 10. 10
posted by: mie
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Prendiamo un evento istituzionale, un punto fermo, un crocevia. La Mostra del Cinema di Venezia. Tra i mostri sacri, il film d’autore e le scoperte, ci mettiamo una Commedia all’Italiana. Il passo sembra più lungo della gamba.

E’ stata un po’ una scommessa Ammore e Malavita, il nuovo progetto dei Manetti Bros. Famosi per il celebre serial tv L’ispettore Coliandro, e per film come Song’ e Napule, la coppia di registi ha presentato in concorso una pellicola di forte impronta nostrana che può inserirsi in un genere che da anni ha suscitato l’interesse del pubblico grazie a prodotti come Gomorra.

 

La Trama

La trama è delle più classiche: in una serata napoletana Fatima si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vede cose che non dovrebbe vedere e Don Vincenzo, o’ re do Pesce, incarica Ciro di eliminarla. Solo che Fatima non è una semplice ‘nfermera, ma il primo e unico amore di Ciro. I due si incontrano, si ritrovano e decidono di fuggire insieme.

Per Ciro comincia una mirabolante serie di scontri, fughe, e peripezie degne dei migliori gangster sulla piazza, che termineranno con la resa dei conti finale. Un duello con l’altro scagnozzo di Don Vincenzo, Rosario, quasi un fratello più che un amico.

 

La malavita può far ridere?

Quella ideata dai Manetti Bros è una trama che potrebbe alimentare un classico film alla Quentin Tarantino, intriso di italianità e napoletanità verace.

Sebbene i riferimenti e i richiami risultino evidenti, però, la cifra stilistica se ne discosta quasi completamente. In una Napoli che si caratterizza per le vele di Scampia così come Roma si riconosce dal Colosseo, prende vita un’azione dai ritmi noir; un noir che si alimenta allo stesso tempo di comicità, rendendo tutto quasi grottesco, con toni volutamente sopra le righe ed esagerati. Sembra un ossimoro, e invece la ricetta funziona.

E’ l’ironia la vera arma dei Manetti Bros, impugnata come Ciro impugna una pistola. Il risultato è una sceneggiata partenopea fresca e godibile che riesce a mescolare in un mix esplosivo action, comedy, pallottole, amore e musical.

La musica infatti accompagna tutti i momenti salienti del film e sdrammattizza laddove il tema si incupisce; prorompe nel momento di climax abbassando i toni. Una straordinaria Serena Rossi, proprio Fatima nel film, segna la strada e tutto il cast, tra cui spiccano Claudia Gerini (Donna Maria), Giampaolo Morelli (Ciro) e Carlo Buccirosso (Don Vincenzo), si mette alla prova con pezzi musicali sempre grotteschi e sempre ironici.

 

 

Lo sfondo è una Napoli irresistibilmente viva, colorata anche quando sembrerebbe essere buia. Una Napoli dove uno scippo a Scampia diventa un tormentone all’insegna dell’Ultimate tourist experience. Una Napoli fatta di tanti ‘uaglioni e di sentimenti, oltre che di Onore.

 

“La città di Napoli è stata la nostra ispirazione e una personale rivisitazione della sua forma artistica più densa e popolare, la sceneggiata, il risultato.
La nostra Napoli non è solamente la città cupa e disperata che si racconta ultimamente al cinema o in tv, ma anche una Napoli che, malgrado tutti i problemi, stimola con il suo fermento culturale e ispira con la sua carica di umanità.
Ogni volta che ci torniamo ci è inevitabile sorridere. Quale che sia il nostro stato d'animo. Un potere ineguagliabile."

 

Come va a finire?

Alla fine Ciro, tra l’Ammore e la Malavita, ha scelto l’amore, quello “Overo”, perché nasce ‘na volta e nun more maje.

 

 

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